Pagine 323, formato
21
cm, collana società moderna n.2, anno
di pubblicazione 1999,
prezzo di copertina
€ 15,49. ISBN 88-86908-24-5.
Il
modo in cui ognuno di noi percepisce la propria identità appare spesso
come un dato costante, immutabile nel tempo e nello spazio.
Eppure, sempre più di frequente, si verifica la circostanza
che molti degli aspetti relativi alla
nostra autoconsapevolezza, che consideravamo scontati e a-problematici,
comincino a rivelarsi incerti. Ciò dipende innanzitutto dal fatto che
l'identità è una costruzione sociale, frutto del riflesso
condizionante degli altri coi quali interagiamo. Tali alterità,
attraverso le quali la nostra identità viene a costituirsi, non sono
soltanto uomini e donne in carne ed ossa, ma –oramai con sempre
maggiore frequenza– anche "macchine" e "strumenti
tecnologici" (Tv, computer, etc.) sempre più sofisticati e
pervasivi. I confini del nostro "io" e, in tal senso,
l'estensione stessa dei nostri corpi e delle loro sempre più diffuse
protesi tecnologiche, fanno emergere stati di confusione e talvolta di
disagio. Non si tratta di una tematica che interessa soltanto la
psicologia o l'epistemologia, ma anche –e forse soprattutto– la
sociologia. Il volume presenta una serie di analisi in cui, pur restando
nell'ambito del dibattito interno alle scienze sociali, vengono
evidenziati i diversi tentativi di integrare i possibili contributi
interdisciplinari utili allo studio e alla comprensione di questo
affascinante fenomeno della modernità.
Gianfranco Pecchinenda
insegna Sociologia della Comunicazione all’Università di Salerno e
Sociologia Generale all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Su
questi temi ha scritto Dell’identità (Napoli 1999); Identidades
hibridas (Valencia 2000) e La mémoire collective des femmes méditerranéennes
dans l’émigration (Parigi 2001).
|