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Arno
Schmidt
Specchi
neri
a cura
di Domenico Pinto
Pagine
120, formato 23 cm,
€
14,50, ISBN 978-88-89312-55-1.
Specchi
neri forma l’ultimo incastro di Nobodaddy’s Kinder («Figli di Babbonemo»),
la trilogia narrativa che Arno Schmidt scrive sull’onda dello choc bellico.
Dopo le stazioni intermedie di Dalla vita di un
fauno e Brand’s
Haide, il romanzo chiude un ciclo che produrrà violenti scosse nella
letteratura tedesca del secondo Novecento, innovando forme e mezzi espressivi
di una lingua svuotata dal nazismo. La visione estrema di un mondo dove la
civiltà dell’uomo – per gli effetti della guerra nucleare – non è più
contemplata, modella l’antiutopia di un erudito solitario che vaga nella
Germania del dopobomba. E come vuole la simmetria dei due precedenti romanzi,
il protagonista, in cui si riflettono tratti di Schmidt, vivrà anche in
questo libro una storia d’amore senza speranza: la fabula rasa non disegna
alcun Eden.
Arno
Schmidt (1914-1979) è stato fra i principali innovatori della
letteratura tedesca contemporanea. Le sue avventure formali culminano nel
romanzo Zettel’s Traum (1970), vertice impervio e magnetico della
prosa del Novecento.
In
traduzione sono apparsi: Alessandro o Della verità (Einaudi, 1965), Il
Leviatano (Linea d’ombra, 1991), Dalla vita di un
fauno (Lavieri, 2006), Brand’s
Haide (Lavieri, 2007), Ateo?:
Altroché! (Ipermedium libri, 2007).
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